Turismo responsabile: Sono Vania, e da tre anni vivo con mio marito Stefano in un piccolo villaggio sulla costa atlantica del Senegal. Grazie allo stretto rapporto di amicizia che mi lega ai molti amici africani incontrati nel corso di questa ricca e profonda esperienza, ho deciso di realizzare la proposta di viaggio che segue:
VACANZA CULTURALE IN AFRICA: SVAGARSI ETICAMENTE
Esistono viaggi alla scoperta dei luoghi e viaggi alla scoperta dello spirito delle genti che abitano i luoghi della terra. Il nostro intento è quello di darvi un'opportunità per realizzare questa duplice dimensione del viaggiare.
Tale proposta è indirizzata a tutti coloro che vogliono sperimentare l'Africa in maniera più autentica e punta a innescare un contatto diretto con le comunità dei luoghi visitati, privilegiando l'arte, in particolare la danza e la musica, quale veicolo di introduzione alla dimensione africana, alla sua filosofia, alla sua spiritualità. In questo viaggio si ha l’opportunità di fare incontri e scoperte per instaurare un rapporto alla pari con le comunità locali, dove la diversità e il confronto possano portare ad uno scambio costruttivo per entrambi superando così le frontiere e le incomprensioni che spesso ci tengono lontani.
IL VILLAGGIO DI SOMONE IN SENEGAL

Il Senegal. Un paese che oltre ad essere stupefacente con le sue lagune, coste oceaniche deserte e foreste mistiche di baobab, è uno degli stati dell'Africa nera più pacifici e più facilmente penetrabili dal punto di vista sociale e culturale. Confina con Mauritania, Mali, Guinea, Guinea Bissau e con l’ Oceano Atlantico. A questi luoghi sono legate le sue vicende storiche e da questi luoghi iniziò anche il rapporto tra bianchi occidentali e neri d’Africa, attraverso viaggi esplorativi tramutatisi in spedizioni di guerra e conquista. Ancor oggi, sottoforma di programmi di sviluppo economico globale le popolazioni africane e il loro territorio vengono ancora sfruttati. Noi, nel nostro piccolo, speriamo di creare opportunità di incontri umani tra occidentali e africani attraverso viaggi di pace, per la conquista di un futuro più equo per tutti, anche dal punto di vista economico.
La nostra destinazione è il villaggio di Somone che si trova a 80 km a sud si Dakar , lungo il 15° parallelo, tra il tropico del Cancro e l’Equatore; è un piccolo villaggio di qualche centinaio di abitanti, la maggior parte dei quali è dedita alla pesca, all’ agricoltura e all'artigianato. Situata tra il blu dell’oceano e le mille sfumature di ocra, rosso e verde della terra - cui appartengono i campi di miglio, cous cous e le centinaia di secolari baobab -, Somone è uno dei luoghi più tranquilli dove trascorrere una vacanza insieme a chi vi abita e dove le bellezze naturali, che spesso ci fanno percorrere lunghi tragitti per raggiungerle, si trovano a ‘portata di passeggiata’: come la sua splendida laguna di mare, contornata da mangrovie e costellata da isolotti di conchiglie, diventata dimora di molti pellicani, cicogne e altre svariate specie di uccelli acquatici.
vedi sotto testo descrittivo n. 1 ‘Il villaggio di Somone in Senegal ’


Durante il viaggio basta essere aperti, disponibili, curiosi (ma sempre con discrezione) e in poco tempo verrà data l'occasione di capire che il mondo, la vita e l'uomo così come lo intendiamo noi, ossia la nostra cultura, non è che uno fra i molti modi possibili, e non necessariamente il migliore...
Il programma prevede la sosta prolungata nel villaggio di Somone proprio per far integrare il visitatore nella comunità locale, attraverso la condivisione degli aspetti della vita quotidiana, privilegiando strutture e servizi di accoglienza, quali l’alloggio, i trasporti interni e le opportunità di ristorazione, compatibili con l’ambiente e la cultura locali.
Le escursioni, gli itinerari e le attività culturali e di scambio proposti, saranno facoltativi, proprio per dare libertà di organizzazione e scelta al viaggiatore. Addensando il programma di tappe prestabilite, si corre infatti il rischio di perdere il senso principale del viaggio e di non percepire il ritmo di un paese e di un popolo che vive su frequenze molto diverse da quelle occidentali: il tempo africano è scandito da lunghe attese e da sorprese improvvise, che in un attimo arrivano ad arricchire e stupire. Inoltre il turista avrà modo di lasciarsi andare liberamente alle nuove amicizie strette durante la vacanza e di sperimentare il proprio approccio alla scoperta.
Ecco alcune delle nostre proposte, che si possono intraprendere nell’arco di due, tre o più settimane.
Vedi sotto testo n. 2: ‘scoprire divagando ’
ITINERARI DI MUSIC REKK
Questo progetto è stato ideato con la collaborazione di Music Rekk, per la realizzazione di itinerari a tema attraverso la tradizione musicale dell'Africa Occidentale e la sua evoluzione ad oggi. Music Rekk (www.musicrekk.org) è un’ etichetta musicale indipendente che opera in Africa da quattro anni, le cui produzioni sono distribuite, nel mercato occidentale, nei circuiti del commercio equo solidale. La sua base operativa si trova a Somone.




L’espressione artistica rispecchia sempre la società a cui si ispira e la musica, nel nostro caso, diventa strumento per un’integrazione che va a toccare le sfere sensoriali dell’animo umano.
Ecco alcuni itinerari che da Somone seguono le tracce di artisti che hanno dedicato la loro vita alla musica: In Gambia con Ismael e in Casamance dai griot Cissokho.
Vedi testo n.3 ’Itinerari di music rekk’: The Gambia: racconti di note – Casamance: passaggio senza tempo: la cultura millenaria dei griots.
DOVE ALLOGGIARE A SOMONE

Abbiamo ricercato tre tipi di strutture diverse per soddisfare le diverse esigenze di chi ci verrà a trovare:
- OSTELLO AFRICANO
Fallou Syllà vive a Somone con sua moglie e i suoi figli, a 100 metri dall’oceano, vicino a una delle piazze tranquille e sornione del villaggio. La sua casa è stata progettata al fine di ospitare viaggiatori e comprende, oltre ai loro appartamenti, 3 stanze doppie, con salone, sala da pranzo e bagni in comune. La formula che abbiamo studiato con Fallou e Saly (sua moglie ed eccellente cuoca!!!) riguarda il pernottamento in mezza pensione, colazione e un pasto completo in stile africano, a base di ingredienti locali freschi e soprattutto di ottimo pesce!
- ESSERE OSPITATI PRESSO AMICI SENEGALESI
C'è davvero molta disponibilità in questo senso. Ricordiamo che le case senegalesi hanno un aspetto diverso dalle nostre, non dispongono di acqua calda e, come si dice qui: ‘ci sono molte bestioline che vengono a divertirsi con te!!..’. Questo per sottolineare l’innoquità del fenomeno. Malgrado una diversa apparenza, rispetto ai nostri canoni, le stanze sono molto pulite e profumano sempre di Tchiurrai (l'essenza che scaturisce da un impasto di radici e profumi posto su braci incandescenti). Per quanto riguarda il vitto: sarete continuamente invitati a mangiare!!
- PICCOLO RESIDENCE A GESTIONE FAMILIARE
Può essere adatto a persone più timorose di ciò che non si conosce, soprattutto poi se si tratta della prima esperienza in Africa nera. A nostro avviso, tutti hanno il diritto di viaggiare e conoscere secondo i criteri di approccio del turismo responsabile, e magari di decidere in un secondo momento di lasciarsi andare a esperienze di vita africana più integranti.
Pierre Diorh, insieme a sua moglie Nadine, sono i proprietari di questo piccolo e delizioso fazzoletto verde in cui stanze doppie e singole, dagli standard europei, ma arredate in stile africano, sono dotate di veranda o terrazzo e bagno privati. Si trova a 50 metri dal mare. La sistemazione prevede la mezza pensione. Si tratta comunque di una formula vicina allo spirito del luogo, e allo stesso tempo aperta allo scambio con la comunità.
Curiose possibilità gastronomiche:
- A CENA “CHEZ LE ‘MALIEN’”.
Una serata al ristorante maliano non significa soltanto gustarsi un buon panino imbottito di tutti gli ingredienti più tipici utilizzati dai cuochi del villaggio, ma vuol dire anche respirare l’aria del Mali, ascoltando la tipica musica dei tuareg, dalla sgangherata radio del locale o facendosi raccontare storie affascinanti di Timbuktu o Bamako, dal padrone di casa, visto che la sala da pranzo equivale all’abitacolo de ‘Le Malien’.
Ci sono ancora molte altre possibiltà di gustare la cucina tipica locale offerta dai molti ristorantini organizzati lungo la strada dalle donne del villaggio e dove si serve la gente del posto. Un piatto di ceeb bu jend, il tradizionale riso e pesce alla senegalese, costa cira 70 centesimi. Non mancano comunque anche i ristoranti per turisti a gestione senegalese, dove si spende di media dai 5 ai 7 euro.
Informazioni
- Periodo di disponibilità all’accoglienza: da novembre a marzo/aprile. Corrisponde anche al miglior periodo climatico, che evita la stagione delle piogge e il gran caldo umido.
- Durata del viaggio consigliata: 2 settimane è l’ideale, soprattutto se il viaggiatore intende intraprendere uno dei due itinerari musicali proposti diretti in Casamance o in Gambia, o entrambi. Ma anche chi dispone di una settimana può cogliere le molte ricchezze di questo mondo così diverso.
- organizzazione tecnica: la prenotazione (da effettuare almeno un mese prima della partenza) e l’acquisto dei biglietti aerei e la stipulazione delle assicurazioni necessarie sono delegate al viaggiatore stesso.
Per ricevere le informazioni dettagliate dei costi inerenti al pernottamento in mezza pensione, ai trasporti per effettuare i vari spostamenti che le diverse attività richiedono, al transfer da e per l’aeroporto, al compenso per guide locali e alle somme da corrispondere alle comunità di artisti con cui si interagisce, al compenso per il facilitatore interculturale e l’assistenza ai viaggiatori dal momento dell’arrivo all’aeroporto di Dakar, fino alla loro partenza, e per qualsiasi altra informazione (es. bibliografia specifica e sul turismo responsabile), scrivere o telefonare a me:
Vania Fedato (o anche…Seynabou Fall !!)

vfedato@libero.it
tel. 349/8437670 (fino a metà ottobre. In Senegal, da novembre ad aprile: 00221/9585194 nabu@arc.sn)
Jamm ak Khewel (pace e felicità)
TESTO N.1 IL VILLAGGIO DI SOMONE IN SENEGAL)
Il Senegal dista a poche ore di aereo dall’Italia. In arrivo a Dakar, la capitale e una delle città più importanti del continente africano, si avverte immediatamente l’aria sub-sahariana e l’euforica, colorita e calda accoglienza senegalese, la cosiddetta Teranga senegalese: “C’est l’Afrique, QUA!!!”. In Senegal la lingua ufficiale è il francese, poi ci sono le molte lingue locali (wolof, peul, serer, mandengue, djolà, ecc.), ma i modi di comunicazione sono i più svariati, quindi non c’è da preoccuparsi se non si conosce neanche una parola di francese, wolof, peul o serer, in quanto i senegalesi sono dei maestri nel trovare mille modi per interagire con l’ospite straniero!

Somone è un villaggio pacifico (jamm, che significa pace, è uno dei termini colloquiali più usati) di qualche centinaio di abitanti, la maggior parte dei quali è dedita alla pesca e all'artigianato. Ci sono poche strutture turistiche ed è vissuto dalla popolazione indigena secondo antichissime tradizioni. A Somone non ci sono orari, fretta, traffico; non ci sono situazioni pericolose e il rispetto per il prossimo è l’atteggiamento fondamentale nelle relazioni tra gli uomini.
Semplicemente aggirandosi lungo le stradine di sabbia che si perdono tra le case in mattoni del villaggio, spartane ed essenziali, si possono scorgere a qualsiasi ora situazioni meravigliose: bimbi che giocano, cantano e ballano, donne alle prese con enormi pentoloni e chili di riso, bancarelle con svariati tipi di frutta esotica, arachidi, polposi pesci appena pescati, uomini intenti a discutere sorseggiando la ‘atahja’ (il tè senegalese), o che lavorano il legno o cuciono vestiti ......c’è chi suona un djembè... o ancora si può incappare in un griot, la casta di artisti africani, che con la sua kora (tipico strumento di questa parte dell'Africa, una sorta di arpa a 21 corde) intona melodie tramandate di padre in figlio da generazioni e generazioni. L’atmosfera tra i moltissimi giovani (e non più giovani) senegalesi è decisamente festaiola. Ragazze e ragazzi, mamme e papà e tutti, tutti i bambini si scatenano ovunque ci sia musica nelle loro danze esilaranti: la più famosa è quella originata dal ritmo 'mbalax'.
La ricchezza artistica di questi luoghi affacciati all’oceano Atlantico è stupefacente. Non solo in termini musicali, ma anche per quel che riguarda l'artigianato. Un mondo di oggetti e accessori (davvero etnici!) danno spettacolo, e chi li crea è ispirato dagli insegnamenti degli antenati, da un’elevata spiritualità e dagli orizzonti di un mare sempre amico, portatore della “brise”, che ogni giorno allevia dal calore del sole.
Per esempio, i Baye Fall, membri di una delle confraternite islamiche senegalesi e di ispirazione sufi: simpatici giovani, per lo più rasta e molto spesso artisti dal cuore gentile e altruista, lavorano l'ebano in splendide collane, e molti altri oggetti di abbellimento, oppure cuciono scarpe o cinture in cuoio, altri dipingono quadri sgargianti in originali tessuti, altri ancora costruiscono gli strumenti tradizionali: djembé, sabar, Kora, balafon... Spesso queste attività vengono svolte sotto dei capanni improvvisati in terreni di nessuno; altre volte, gli artisti operano in riva al mare, o a casa propria o presso gli amici o per la strada. Questo equivale al loro unico mezzo di sussistenza.
Una splendida laguna di acqua di mare, divenuta il simbolo di Somone, chiude il villaggio a nord, impedendo alla strada di proseguire ed evitando così il traffico di passaggio. La spiaggia si spacca lasciando 50 metri di apertura all’acqua dell’Atlantico che entra e riempie uno spazio molto vasto, formando un'enorme 'piscina' in cui si può nuotare tranquillamente senza i rischi delle correnti oceaniche o semplicemente lasciarsi massaggiare dalle deboli correnti circolari create dall'entrata/uscita dell'acqua nella laguna: immersi in questo idromassaggio naturale si può ammirare la ricca vegetazione animata dalle svariate specie di uccelli di mare che contornano quest'angolo incantevole di Somone.
La spiaggia di Somone è sabbiosa e il colore varia a seconda del momento della giornata, oscillando dall’ocra al bianco. Non ha certamente le caratteristiche delle spiagge turistiche alle quali siamo in genere abituati. Il tratto di spiaggia di fronte al villaggio accoglie infatti svariate attività della vita degli abitanti: i pescatori vi 'parcheggiano' le piroghe, mentre le donne riparano le reti, essicano il pesce e flotte di bimbi giocano e fanno il bagno vestiti. Verso il tramonto diventa un vero e proprio centro sportivo: si organizzano partite di calcio mentre, soli o a gruppi, in moltissimi praticano jogging, stretching e mille esercizi (naturalmente senza alcun attrezzo), i cui benefici possono essere ammirati da tutti: che fisico invidiabile questi senegalesi! Lungo la spiaggia si ammirano ancora gli abiti sgargianti di donne che portano in testa panieri contenenti arachidi, manghi, papaie, arance, mandarini, meloni, oppure statue in ebano, collane di conchiglie, bracciali di corno di mucca, parei..... e quando si avvicinano regalano sorrisi e silenzi semplicemente sublimi. Se si desidera prendere un po’ di tintarella, distesi sulla sabbia o camminando in riva al mare, basta spostarsi di qualche decina di metri dalla spiaggia di fronte al villaggio per avere a disposizione chilometri e chilometri di spiaggia libera, spesso deserta. Passeggiando nella direzione opposta, superato il villaggio, c'è sempre l'incantevole laguna....
Il clima è gentile e fornisce le condizioni ideali per star bene tutto l’anno. D’inverno la temperatura diurna raggiunge i 30/35°, e alla sera scende a 23/26°, l’atmosfera è secca e spesso gradevolmente ventilata. D’estate le temperature sono più alte, non superano mai i 40 gradi, persiste la leggera brezza, e le giornate sono più umide. I mesi di agosto, settembre, e la prima quindicina di ottobre corrispondono alla stagione delle piogge (che si manifesta in leggeri acquazzoni di breve durata durante la giornata).
TESTO N. 2: SCOPRIRE DIVAGANDO
Abbiamo ragione di credere che chi sceglie di venire in Africa, oltre al sole, all’oceano, alle attività sportive, al buon pesce, e alle feste di villaggio, abbia (soprattutto) il desiderio di entrare in contatto con un'altra cultura e di conseguenza conoscere una filosofia di vita molto differente dalla nostra. E' questo il senso principale della nostra proposta. Basta essere aperti, disponibili, curiosi (ma sempre con discrezione) e in poco tempo vi verrà data l'occasione di capire che il mondo, la vita e l'uomo così come lo intendiamo noi, ossia la nostra cultura, non è che uno fra i molti modi possibili, e non necessariamente il migliore... Naturalmente la maniera più completa ed emozionante per conoscere è condividere e partecipare alla vita di tutti i giorni con gli abitanti del posto.
Il popolo senegalese è estremamente cordiale, ospitale e disponibile, ma con abitudini diverse dalle nostre che a volte potrebbero creare delle resistenze o sospetti dettati dai nostri canoni di igiene o salute. In realtà non c’è nulla di insalubre o malsano nelle maniere senegalesi: il carattere 'biologico' nel settore alimentare, ad esempio, è davvero tale. Basti ricordare che il nostro mondo, pur ostentando pulizia, ordine, ecc., nasconde spesso verità disastrose.

Selezionare i luoghi da visitare, gli eventi a cui partecipare o le attività da svolgere, non è un’impresa facile. Questa piccola oasi sulla Petite Cote offre molto e per tutti i gusti. Tutte le visite saranno guidate da ragazzi senegalesi sensibili alla preservazione della loro tradizione che trova sempre meno spazio all’interno di un sistema che si sta modernizzando. Utilizzando strutture locali si mira a far conoscere, non solo una terra diversa con le sue problematiche e le sue meraviglie, ma anche l’identità umana e culturale di quest’angolo di Africa.
Le escursioni e le attività saranno organizzate e assistite (es. traduzioni simultanee, introduzione nelle famiglie o nelle comunità di artisti, accompagnamento se necessario) dal facilitatore interculturale: Vania Fedato, coordinatrice del progetto di viaggio, e con la partecipazione di Stefano Marcato, ideatore del progetto Musik Rekk, entrambi residenti in loco da tre anni, e saranno tutte attuabili con l’assistenza di guide locali (amici senegalesi competenti e disoccupati…per ora).
RELAX
La mattina dopo l’arrivo, l’ideale è alzarsi quando ci si sveglia naturalmente, uscire sulla veranda della propria camera, casa o capanna e ascoltare i rumori circostanti: il fragore dell’oceano, il cinguettio dei mille uccellini colorati, gli echi lontani di voci di bambini. Dopo colazione ci si dirige verso la laguna di Somone, dove consigliamo di provare l’idromassaggio naturale della corrente lagunare. Uno degli spettacoli più emozionanti della giornata è senz' altro il tramonto. Dopo cena passeggiare lungo le vie quiete del villaggio è un’esperienza indimenticabile. Si consiglia l’utilizzo di una torcia nel caso non ci sia la luna piena e poi…’ nun fanan jamm ‘ (ossia: che noi dormiamo in pace)!
IL MERCATO DI MBOUR
Mbour è una vibrante cittadina sul mare, il cui mercato del pesce è tra i più grandi dell’Africa Occidentale. Nella confusione di mille colori e mille voci, se si vuol comperare del pesce, la contrattazione è d'obbligo. Le opportunità di prodotti da comprare sono le più svariate: ampia scelta di tessuti, oggetti di artigianato, diversi tipi di incensi, spezie, semi, cassette di musica locale, indumenti tipici....
LA CITTA’ DI TOUBA
Se, come ci auguriamo, entrerete in stretto contatto con la popolazione locale, non mancherete di notare l'ampio spessore spirituale di questo popolo. La Città Santa per i musulmani senegalesi, detti Mourid, è Touba. Saranno gli amici senegalesi a narrarvi le vicende e gli insegnamenti dei due uomini santi che hanno dato vita a questa confraternita agli inizi del secolo scorso, ossia Amadou Bamba e Mam Cheick Ibrah Fall, le cui immagini non mancherete senz'altro di notare ovunque voi siate. L'occasione buona può essere durante il viaggio a Touba. Se si vuole rimenere a Touba per più giorni, c'è la possibilità di essere ospitati dalle famiglie del posto e, oltre a visitare la città e la sua splendida moschea, si avrà modo di poter assistere a serate "religiose" ricche di canti e balli animati, o ascoltare i baye fall cantare per tutta la notte gli Zykr, i tradizionali canti a Dio.
UN GIORNO A CASA DEI GRIOT CISSOKHO.
I griot sono la casta degli artisti africani. Griot si nasce, non si diventa, e ogni nuovo nato in una famiglia griot apprende l'arte dal proprio padre, dai fratelli maggiori o dagli zii più anziani. In passato ogni re, ogni famiglia importante possedeva il proprio griot personale che ne cantava la storia e ne tesseva le lodi, oltre a raccontare le vicende più significative del paese. La figura del griot è riconosciuta ancor oggi solo che molti di loro, trovatisi a vivere in una realtà divenuta urbana, hanno abbandonato l'arte per guadagnarsi la vita in altro modo. Esistono comunque ancora delle famiglie che, nel rispetto della tradizione, hanno mantenuto il loro mestiere antico e, oltre ad essere abilissimi costruttori di strumenti, vengono invitate quando c'è da animare una serata o una festa, come matrimoni, battesimi, feste private. Una di queste è la famiglia dei Cissokho, di origine Mandinga che si trova a Mbour, i cui numerosi componenti hanno appreso tutti a cantare, ballare, e soprattutto a suonare uno strumento, diretti sempre dall'immancabile, rispettatissimo padre/maestro. I Cissokho saranno ben lieti di organizzare delle giornate di incontro e scambio a casa loro. Se poi si vuole organizzare una festa, non aspettano altro, e che festa!!
UN GIORNO AL ’DARRAH’ CON I ‘NDIGUEL BAMBA TOUBA’.
I Darrah sono dei luoghi di incontro, di discussione e di vita, dove si insegna e si apprende la vita nei suoi molteplici aspetti, morali, pratici, spirituali. Uno di questi si trova in riva al mare a Canda, a 10 minuti a piedi da Somone, e ospita da alcuni anni tredici musicisti senegalesi, i Ndiguel Bamba Touba, il gruppo che ha contribuito per primo alla fondazione dell’etichetta musicale distribuita dal commercio equo solidale in Italia: Music Rekk. Passare una giornata insieme a loro significa condividerne le attività: durante il mattino a turno qualcuno cucina per la comunità mentre altri svolgono attività pratiche, quali riparare o costruire qualche strumento musicale o semplicemente lavare la biancheria. La discussione è sempre viva e la musica non manca mai, quella dal vivo naturalmente. Nel pomeriggio i ragazzi schierano in riva al mare una vera e propria orchestra di percussioni con cui, assieme alla kora, accompagnano il canto di magiche canzoni o scatenano ritmi travolgenti. In quest’occasione ci sarà modo di conoscere e vedere nella pratica che cosa significa essere Baye Fall, la confraternita vicina allo spirito sufi a cui questi ragazzi appartengono e come loro altre migliaia di senegalesi. E’ una questione di spirito e di spiritualità, un modo di vivere secondo i valori primari dell’essere umano ispirati da una profonda fede in Dio: l’amore per il prossimo, la solidarietà, l’onestà, l’altruismo, il perdono, la pace. Vita, arte e spiritualità sono tutt'uno in questo magico angolo del mondo.
NELLA FORESTA DEI BAOBAB, A BORDO DI UN CALESSE
La foresta confina a nord con la laguna di Somone e proprio in prossimità delle mangrovie lagunari si ha accesso a questo vasto parco, silenzioso e imponente come i suoi maestosi alberi secolari: i Baobab. Gli unici rumori qui sono gli zoccoli del cavallo e il cigolio delle ruote di legno del calesse, condotto da ragazzi molto agili ed esperte guide del luogo. Arrivando all’ “Allabi”, terra considerata mistica dagli africani (...e non solo), popolata esclusivamente da baobab, si attraversano i campi di arachidi e di cous cous, per giungere al Baobab Sacro, il cui tronco orizzontale, scavato all’interno, è diventato un rifugio per contadini o viandanti di passaggio. L’orizzonte, come il più delle volte in Africa, è a 360°, e la profondità dello spazio assume un ruolo fondamentale alla percezione dei sensi.
CORSI DI PERCUSSIONI E DANZA
Molti percussionisti, suonatori di kora, nonché maestri di danza tradizionale e moderna, presenti nel villaggio, saranno disponibili a trasmettere la loro conoscenza, e i corsi possono essere attività quotidiana della vacanza. Si potranno suonare i diversi strumenti a percussione tradizionali di queste zone: djembé, kinkinding, sambang, bass… ed elaborare le basi dei ritmi più famosi quali mbalax (Senegal), Cotebà (Guinea), sonò (Guinea), ngrin (Mali) etc. Gli strumenti sono tutti costruiti dagli artisti stessi, fa parte del loro lavoro, e se ci sarà il tempo, si potranno anche commissionare e acquistare. La danza, oltre a rappresentare una completa attività motoria, permette di comprendere la sofisticata e totale relazione del tempo tra movimento e suono, di andare a fondo alle origini dei diversi ritmi. Imparando le basi di qualche danza, si potrà partecipare attivamente alle feste di villaggio, o agli spettacoli in cui spesso si esibisce chi tiene i corsi, ed è la maniera di condivisione più forte con la comunità locale, perché si esprime in un momento di massima felicità dove i colori delle pelli, lingua, e culture si fondono nei suoni e nei movimenti!
E ANCORA:
Escursione di una giornata a piedi alla vicina Popenguine: villaggio situato su di una falesia a picco sull’oceano. Dopo il guado della laguna di Somone, si proseguirà costeggiando l’oceano e le spiagge deserte dove si incontreranno solo molti uccelli acquatici e i gentilissimi pescatori dell’ originale villaggio di Guerao, sfuggito completamente (per ora) alle tentazioni del turismo ‘tradizionale’. Arrivati alla spiaggia di Popenguine, intatta distesa di dune considerata la spiaggia più bella del Senegal del nord, ci sarà tempo per un bagno nell’oceano. Poi ci si arrampicherà facilmente sulle pareti color ocra e rosso bordeaux della falesia, e dalla cima si potrà ammirare sia la distesa di colline coperte dalla tipica flora del Sahel, sia l’immensità azzurra acqua-cielo, visibile all’occhio umano, del nostro pianeta!
Inoltre, tra le attrazioni turistiche di maggior interesse segnaliamo:
DAKAR E L’ISOLA DI GORE’ (DEGLI SCHIAVI)
IL LAGO ROSA
LA CITTA DI ST. LUIS
LE ISOLE DEL SINE SALOUM
JOAL – FADIOUT
TESTO N.3: ITINERARI DI MUSIC REKK
I viaggiatori potranno partecipare alle attività artistiche di Musik Rekk, assistendo ad esempio alle registrazioni di nuove produzioni in loco, o interagendo con gli artisti (musicisti e ballerini) di etnia o provenienza diverse con cui collabora. Inoltre potranno scegliere tra i due itinerari musicali, accompagnati da guide esperte, sulle tracce di artisti scoperti da Musik Rekk: in Casamance, regione del Senegal meridionale, per immergersi nelle antiche tradizioni dei griots (i musicisti per casta dell’Africa Occidentale) o in Gambia per trascorrere alcuni giorni con il musicista Ismael Camarà, in uno dei più rigogliosi angoli dell’ Africa Occidentale.
Decidendo unitamente ai visitatori una quota da lasciare ai gruppi di artisti per la partecipazione a stage, registrazioni, feste, spettacoli, prove, per essere ospitati e guidati nelle varie attività, si contribuirà a far si che l'arte di questi luoghi continui ad esprimersi nella sua autenticità, proteggendo la cultura autoctona da sovraesposizioni portate dal turismo non responsabile che alla necessità di vendere il folklore unito alla destinazione del viaggio, ha risolto riducendo la cultura locale a forme di mero intrattenimento.
THE GAMBIA: Racconti di note.

La Gambia è un lembo sottile di terra rigogliosa, inglobato quasi totalmente dal Senegal, eccetto a occidente dove si apre all’Atlantico. Il paese è tagliato in orizzontale dall’omonimo grande fiume che si getta nell’oceano formando un largo estuario, sulla cui sponda meridionale è situata Banjul, la piccola capitale. La Gambia è un esempio eclatante delle spartizioni territoriali in Africa Occidentale da parte delle ex potenze coloniali, e malgrado la popolazione sia la stessa di quella esistente nel resto del Senegal, all’interno dei suoi confini geografici si parla inglese e si beve il thè al latte (sempre rigorosamente in polvere..). Basta aprire una qualsiasi guida per capire che questo paese offre tutto ciò che ci si è sempre aspettati dall’Africa in materia di paesaggio, flora e fauna: i suoi parchi fluviali e le molte riserve offrono emozioni senza rischio di incontri pericolosi, e senza la necessità di infilarsi nelle consuete jeep da safari. Nella riserva di Tanji ad esempio, che si trova vicino alla nostra meta, Brufut village, si può liberamente passeggiare lungo i molti sentieri che si snodano nella foresta accanto alle scimmiette e a bellissimi uccelli colorati. Gli itinerari da compiere in bici non mancano, e nemmeno le opportunità di aiutare qualche artigiano a lavorare le foglie di palma in diversi tipi di oggetti.
Brufut
è un villaggio calmo, dove l’elettricità e
l’acqua corrente non sono ancora arrivate benché le
strutture turistiche dell’Atlantic Coast sfiorino le
porte del villaggio fermandosi appena qualche chilometro più a
nord. Il suo territorio, abitato soprattutto dai Mandinka, si
estende dalla costa verso l’interno, per un paio di chilometri,
tra la foresta di palme, baobab, alberi di anacardi, papaia, e
numerose altre varietà di piante secolari, orti assortiti,
campi di manioca e risaie. Un fiume taglia la foresta a est,
delimitando incantevoli spazi aperti dove tanti animali escono dalla
foresta per l’abbeverata. La spiaggia, Brufut Beach, è
un dono antico della natura, che l’uomo non ha ancora sciupato.
Colline ricoperte di vegetazione scendono su un tappeto ondulato di
sabbia, e alle loro pendici si innalzano maestosi i baobab dai rami
spogli che sostengono enormi nidi di falchi e avvoltoi. La spiaggia
continua per un paio di chilometri, verso sud, dove si trasforma in
una vasta laguna circondata dalla foresta. Lungo il cammino si
incontra l’aera dei pescatori. Centinaia di piroghe
parcheggiate in spiaggia o in mare riversano nel piccolo mercato al
centro della piazza il proprio pescato e all’ombra del baobab
la gente chiacchiera e si riposa. La piazza è circondata nei
tre lati da case adibite a ristorantini locali e magazzini e verso
l’oceano è delimitata da basse capanne di paglia e legno
dove i pescatori e le loro donne si riparano dal sole per lavorare
le reti ed altri strumenti di pesca.
Una deliziosa piazzetta in
spiaggia, che ha meritato di sicuro l’attenzione di Ismael
Camarà: un caro amico musicista che dal Senegal ha deciso
di trasferirsi a Brufut, dove continua a scrivere e suonare la sua
musica.
Ismael è originario della Sierra Leone, ma da molti anni ormai ha lasciato il suo paese per sfuggire alla guerra che imperversava fino a poco tempo fa. Dall’adolescenza suona la chitarra, e canta melodie ispirate alle esperienze di vita vissuta in paesi come la Liberia, la Costa d’Avorio e la Guinea. Un’artista di Musik Rekk che ha già inciso due dischi nello studio all’aperto di Somone, e ora in vendita in molti negozi del commercio equo solidale. Ascoltando i testi di Ismael, è chiaro il messaggio di pace universale e la sua filosofia di vita, per cui è indispensabile la comprensione come strumento per gestire i rapporti tra i popoli e per raggiungere l’unità; la coscienza e il buon senso per essere responsabili delle proprie azioni, la forza e il coraggio nella fede in Dio: il cui potere supremo ha creato tutto il mondo, la sua natura e l’uomo, e la cui volontà è più forte di qualsiasi azione o pensiero umano.
Ismael vive con sua moglie Hadja, una ragazza senegalese, e insieme gestiscono un salone di bellezza per il trattamento dei capelli e dei dread locks (visto la lunga esperienza da parte di Ismael nella cura dei propri…) ‘intrecciando’ così molti rapporti con la loro nuova comunità. Al salone, si scambiano chiacchiere, informazioni, si fanno nuove conoscenze. Ismael durante la giornata scrive nuovi pezzi e prova il suo repertorio, ma anche girovaga per la foresta e lungo la spiaggia alla ricerca di sempre nuove ispirazioni. La sera spesso parte con la sua bici o in taxi verso le località turistiche di Kokoli, Kotu, Bakau, per suonare nei ristoranti o bar dei vari villaggi turistici, ma anche in qualche localino molto tipico, nelle zone non turistiche, dove il suo ‘tempo rempow’ accoglie molti fan.
Seguire Ismael o Hadja nella loro vita quotidiana significa vivere al ritmo della natura: la mattina si dovrà attingere l’acqua dal pozzo in mezzo al grande giardino che circonda la loro casa, e portarla a secchi nella cucina o nel luogo dove ci si lava. La doccia equivale a versarsi sulla pelle secchi d’acqua che rigenerano da ogni stanchezza all’ombra di un’ albero di mango, che fa anche da soffitto insieme al cielo, e riparati da occhi altrui da verdi foglie di palma a forma di ventaglio che incastrate l’una all’altra formano le pareti. La toilette è la nostra turca, posizionata ad un’estremità del giardino, all’aria aperta e pulita.
Le due camere spaziose per gli ospiti, con finestre ampie che danno sui giardini, sono semplicemente dotate di materassini per il pernottamento.
Il viaggio. Somone (Senegal) dista solo 250 km da Brufut (Gambia) ma il tempo che ci si impiega a compiere il tragitto non è paragonabile a quello delle nostre tabelle di marcia occidentali. Una giornata è il tempo che ci vuole, affittando una macchina o sbrigandosela con i trasporti comuni (auto a sette posti che partono quando sono piene, furgoncini sgangherati - ma sotto controllo - e via dicendo). Da considerare anche il fatto che le strade sono talvolta inagibili e dunque si è costretti a deviazioni su piste di terra battuta.
Nel caso si volesse fare un giro in Gambia ed incontrare Ismael e Hadja, ma non ci si potesse adattare alla vita della natura , ci sono nelle vicinanze diverse piccole strutture con bungalow dagli standard più occidentali.
CASAMANCE: passaggio senza tempo, la cultura millenaria dei Griot.

La Casamance è la regione più meridionale del Senegal, a sud della Gambia, e si differenzia dal resto del paese per la sua natura lussureggiante, e per il modo di vivere più ancorato alle tradizioni, soprattutto ancestrali, dei suoi abitanti. E’ in questa regione che si sono perpetrate fino ad oggi molte delle tradizioni musicali dell’Africa Occidentale che sono rimaste parte integrante della cultura delle diverse etnie che la popolano. E’ un punto di riferimento per tutti i musicisti di Dakar e dintorni, che rivolgono attenzione alla Casamance per ritrovare pura la tradizione della musica dei loro antenati, e trarne ispirazione.
E’ un territorio ricco di molte risorse, quali l’acqua, il riso e le coltivazioni di ortaggi, mentre la foresta fornisce il materiale per le abitazioni e per la costruzione di arnesi utili alla vita e al lavoro di tutti i giorni senza esserne penalizzata. La popolazione locale appartiene alle etnie Djolà e Mandinka, ma numerose altre, ognuna con la propria lingua, si alternano tra le case dei tanti villaggi della regione.
Da oltre cent’anni, dall’epoca coloniale, la Casamance reclama l’indipendenza e nel corso di questi anni molti scontri, talvolta cruenti, si sono succeduti tra i movimenti separatisti e i governi prima francese e poi senegalese. Da un po’ di tempo la situazione sembra essersi stabilmente rappacificata.
Youssoupha Cissokho, musicista e suonatore di kora dei Ndiguel Bamba Touba con i quali a Somone ha inciso un disco già disponibile in Italia presso le botteghe del commercio equo solidale, discende da una delle più grandi e prestigiose famiglie di griot mandinka originarie della Casamance.
Youssoupha, detto Djalì (significa griot nella lingua mandinka), è colui che ci ha fatto scoprire quest'angolo di mondo, portandoci alle radici della sua famiglia, nel suo villaggio di origine e dal suo maestro di Kora e zio: Lamine Cissokho.
Lamine abita a Bignona, con la sua numerosa famiglia. E’ giovane e ha 12 figli, avuti tutti dalla stessa moglie: Ndej, una vera regina di casa. Seguire una famiglia di griot nelle sue attività quotidiane significa ripercorrere le tradizioni musicali legate alla vita di questa regione e ai suoi rituali resistiti fino ad oggi. Lamine lavora alla radio rurale locale, dove tiene un programma sulla cultura mandinka, ma la sua attività principale consiste nell’ animare feste di battesimo o matrimoni, organizzate dalle molte famiglie del villaggio; insegna a giovani allievi, figli di altri griot, venuti anche da molto lontano, ad apprendere l’arte di suonare e costruire la kora; A Bignona esistono molti maestri griot, di etnie e tradizioni diverse. Si possono incontrare i maestri registrati da Music Rekk nel cd Bignona, Casamance, Senegal, che abitano nel villaggio: il maestro di bougarabou (djolà), il maestro di balafon (ballante), il maestro di Roumba (mandinka), naturalmente accompagnati da Lamine, anche lui autore dei pezzi suonati con la Kora dello stesso cd.
Il contesto ambientale e sociale di questo viaggio nel tempo e al tempo di musica appare così: le abitazioni si disperdono nella foresta tra palmeti, corsi d'acqua e sotto enormi manghi; ogni capanna dal tetto di paglia ha ampi spazi dove giocano dozzine di bambini e dove le donne lavorano silenziose: macinano il miglio con dei grandi mortai di legno, lavano montagne di colorati vestiti voluminosi, attingono l’ acqua dai pozzi, cucinano, allevano gli animali.... Gli uomini invece scorazzano tra i sentieri in biciclette dagli enormi porta pacchi, e si vedono entrare e uscire dalla foresta con grandi quantità di legna che servirà poi alle loro mogli per cucinare maestosi pentoloni fumanti di bontà.
A
casa di Lamine e Ndaj Cissokho, dove si può eventualmente
alloggiare, ad ogni pasto si dispongono circa 7 ciotole ripiene di
cibo, attorno a ciascuna delle quali si siedono dalle 4 alle 8
persone. Le donne, a turno, ogni giorno preparano: la colazione a
base di miglio bollito con l'aggiunta di zucchero e latte fermentato,
il pranzo e la cena: riso con varie salse a base di carne o pesce o
di arachidi.
La profonda gioia con cui i Cissokho e altre
famiglie dei dintorni accolgono e ospitano i nostri eventuali amici
viaggiatori, accompagnati da Djalì, richiede in cambio il
rispetto dei loro usi e costumi. Sono disponibili anche sistemazioni
in piccoli campement rurals (strutture simili ad ostelli gestite da
cooperative locali) nelle vicinanze di Bignona, o nella vicina
Ziguinchor (capoluogo della regione).
Il viaggio. Dalla Gambia la strada più semplice è quella che da Brikama (a 10 minuti in auto da Brufut) scende verso Diouloulou (Casamance) e prosegue con il nome di strada nazionale 5 fino a Bignona. Sono poco più di 100 km, ma il tempo di percorrenza dipenderà dalla durata delle procedure di controllo alle frontiere e dalla situazione della strada in questione (di norma le strade asfaltate della Gambia e della Casamance sono in buono stato, migliore di quelle del Senegal del nord. Se si parte da Somone, base del nostro viaggio, invece di passare da Banjul e attraversare la Gambia lungo la sua parte più ampia, si consiglia di passare dalla parte più interna, dove l’attraversata del fiume è più breve (l’unico rischio è di attendere il traghetto per interminabili ore). Il tragitto passa per Mbour, Fatik, Kaolack e da lì si prende la strada nazionale numero 4 proseguendo verso Nioro du Rip fino alla frontiera con la Gambia: Médina Saback (circa 200 km). Si continua, dopo l’attraversata del fiume, da Mansa Konko fino a Bignona, per altri 122 km